IL CICLONE “BURIAN” E LA CRISI METTONO IN GINOCCHIO LE AZIENDE PRODUTTRICI DI MIMOSA

IL CICLONE “BURIAN” E LA CRISI METTONO IN GINOCCHIO LE AZIENDE PRODUTTRICI DI MIMOSA
La Fioritura anticipata e il passaggio di Burian che ha scaricato la neve sulle piante fiorite di mimosa compromette il raccolto e fa impennare i prezzi.
I consigli di Asproflor per conservare più a lungo i "fiori gialli"

Otto marzo 2018 alle prese con il meteo anomalo e con l’incognita della crisi economica. Anche le coltivazioni di mimosa non danno soddisfazione ai floricoltori: si registrano danni incalcolabili alle produzione di mimose per la Festa della donna. In molti casi la perdita di produzione, con il passaggio di Burian ha causato gravi danni alla fioritura precoce delle mimose, avvenuta con un forte anticipo, afferma Renzo Marconi, presidente di Asproflor, l'Associazione dei Produttori Florovivaisti, che ha elaborato i dati di produzione, in particolare nell’area di Liguria e Toscana. La scatola di mimosa è salita a 15/20 euro al chilogrammo all'ingrosso e le quantità disponibili sono molto limitate.
Il ritorno improvviso del freddo e della neve nelle zone di produzione della mimosa, ha compromesso e danneggiato il raccolto che risulta scarso.
"Asproflor dedica quest'anno un bel mazzo di mimosa a tutte le donne e bambine uccise dalla violenza e dall'egoismo dell'uomo, per ricordare che il sacrificio delle operaie morte nel 1908 purtroppo continua in forme diverse", sottolinea il presidente Marconi.
L’invito è quello di regalare fiori e piante di mimosa, da scegliere nelle reti di vivai e fioristi della città. Oppure scegliere di visitare un Comune fiorito, mentre si avvicina la stagione primaverile. Questo il consiglio di Asproflor alla vigilia della festa della donna. "La nostra rete di professionisti vive giorni molto intensi – evidenziano Marconi e Sergio Ferraro, presidente e vice di Asproflor – L’Italia è un Paese tra i primi in Europa per la produzione di piante e fiori, con un saldo positivo nell’export di 190 milioni di euro, vogliamo continuare a esserlo e confidiamo in numeri molto positivi nel 2018". Le circa 25.500 aziende che danno lavoro a circa 100.000 persone generando un fatturato di 2,5 miliardi di euro auspicano un pronto insediamento del Governo per riprendere i molti punti in sospeso del settore.
Il valore della produzione delle aziende florovivaistiche italiane rappresenta oltre il 5% (in contrazione in seguito alla crisi economica) della produzione agricola totale e deriva per il 50% dai comparti fiori e piante in vaso mentre, il restante 50% da piante, alberi e arbusti destinati al vivaismo. Secondo i dati dell’ultimo Censimento Istat, sono circa 18 mila le aziende di produzione che si dedicano ai fiori e piante in vaso e quasi 7.500 quelle attive nella produzione di piante per il vivaismo. "Sostenere il settore – proseguono Marconi e Ferraro – è fondamentale. Servono attente politiche pubbliche, ma anche una nuova consapevolezza culturale del consumatore. Da parte nostra, facciamo tutto il possibile per condividere una passione, il nostro lavoro, con più persone possibile". E appena uscita in questi giorni in centomila copie la Guida dei Comuni Fioriti 2018, con tutti i premiati lo scorso novembre a Spello. "In primavera prenderà il via la possibilità di iscriversi alla nuova edizione del concorso. Le premiazioni – sottolineano Renzo Marconi e Sergio Ferraro – si terranno all’Eima di Bologna. L’augurio è che possano aderire molti Comuni italiani, piccoli e grandi, portando la cultura della bellezza tra le comunità".

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