Assemblea elettiva di Asproflor

Asproflor conferma Renzo Marconi alla presidenza

ma rinnova la compagine: “Continuità e futuro

per far crescere Comuni Fioriti e molti altri progetti”

                                               

TORINO – 30 GIUGNO - Asproflor si rinnova e, pur confermando il verbanese Renzo Marconi alla presidenza, affianca un nuovo e affiatato organigramma alla dirigenza dell’associazione che riunisce i produttori floricoli e florovivaisti italiani.

 

Il rinnovo delle cariche è avvenuto nel corso dell’assemblea ordinaria convocata nei giorni scorsi: Marconi, come detto, è stato rieletto alla presidenza, affiancanto dal vicario Sergio Ferraro (di Piobesi Torinese, Torino) e da altri tre nuovi vicepresidenti: Franco Colombano (di Monticello d’Alba, Cuneo), Celestino Lanza (di Ronco Biellese, Biella) e Matteo Roncador (di Mezzolombardo, Trento).

 

Rinnovati anche i componenti del consiglio direttivo: Luca Barberis (di Cherasco, Cuneo), Davide Panetto (di Torino), Carlo Baglione (di Gattinara, Vercelli),  Armando Giannoni (di Ornavasso, Verbania), Gianfranco Martinelli (di Sillavengo, Novara), Fabio Brignone (di Olmedo, Sassari), Renato Ioan (di Saonara, Padova).

Il collegio dei probiviri è formato da Franco Baglione (di Gattinara, Vercelli), Renato Furno (di Vigliano Biellese, Biella), Livio Piumatto (di Villar San Costanzo, Cuneo).

Revisori dei conti sono Simone Cargnino (di Moncalieri, Torino), Luigi Ratti (di Ghiffa, Verbania), Claudio Minetto (di Vigliano Biellese, Biella), Pierangelo Oioli (di Cavaglietto, Novara).

 

“Una compagine affiatata e un passaggio di consegne armonico, che evidenzia il buon lavoro svolto in questi anni e l’impegno che ancora ci attende per far crescere le nostre iniziative, specie in un momento di crisi generalizzata” commenta il neorieletto presidente Marconi.

Il riferimento è innanzitutto al concorso nazionale ‘Comuni Fioriti’ “che continua a registrare buoni numeri di partecipazione e che vuol essere uno strumento utile sia alle amministrazioni comunali che alle imprese che operano nel settore florovivaistico: un Comune Fiorito è più bello e accogliente, motivo d’attrazione turistica e volano di più economie utili alla ripresa”.

 

Marconi non dimentica però i problemi di un comparto “che si trova a fronteggiare una congiuntura dai tratti molto preoccupanti: ne è esempio le difficoltà che i produttori italiani affrontano nell’esportare un prodotto di qualità, mentre sul fronte opposto il made in Italy florovivaistico è minacciato da importazioni massicce di prodotto straniero”.

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